Gestire Ansia, Rabbia e Nervoso sciogliendo le tensioni del bacino


Siamo sinceri, capita a tutti di tornare a casa la sera e di non aver bisogno d'altro se non di buttarsi alle spalle la giornata, tutte le arrabbiature, tutto il nervoso e lo stress.


Arriviamo a casa e alla prima occasione ce la prendiamo per nulla perchè siamo ancora in modalità "attacca o scappa". Capita a tutti!

E sì, anche agli Yogi.


Oggi ci occupiamo proprio di quei momenti...d'infiammazione🔥💨


Momenti in cui abbiamo bisogno di calmare i toni, abbassare la pressione sanguigna e ritrovare un po' di radicamento, al fine di ridurre i livelli degli elementi aria e fuoco che, come ci insegna l'Ayurveda, accumulandosi nel corso della giornata ci portano a stati d'ansia, rabbia e nervoso.


Nella pratica dello Yoga ci sono asana che hanno proprio le qualità calmanti e rinfrescanti di cui abbiamo bisogno in queste circostanze:


GLI ASANA DI FLESSIONE DEL BUSTO IN AVANTI

Ovvero tutte quelle posizioni che, a livello fisico,hanno la proprietà di distendere e allungare tutta la parte posteriore del corpo!

A partire dai muscoli della schiena, i quadrati dei lombi (i muscoli della zona lombare), i glutei, gli ischio-crurali (i muscoli posteriori della coscia), i polpacci, fino ad arrivare ai tendini e legamenti dietro alle ginocchia e alla fascia plantare!


Inoltre ribilanciando l’attività degli emisferi del nostro cervello, alleviano la stanchezza sia mentale che fisica. Abbassano la pressione sanguigna e, come le torsioni di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, apportano un benefico massaggio agli organi addominali, grazie alla compressione esercitata dalle gambe sul ventre, mantenendoli tonici ed in salute! 😉


Sul piano psico-emotivo


Sono asana che, per la maggior parte, ci richiedono di inchinarci e quindi di esporre una parte molto vulnerabile di noi, la schiena, che noi stessi non abbiamo la possibilità di vedere con facilità!


Rappresentano il nostro lasciarci andare, l’arrenderci completamente.

Come anticipato, a livello energetico sono posizioni capaci di ridurre sia l’elemento aria che l’elemento fuoco all’interno del nostro corpo e per questo possono vantarsi d’essere asana estremamente calmanti, capaci di donare sollievo nei momenti di stress, irascibilità e nervosismo.


Se nelle posizioni di flessione all’indietro, espandendo petto e spalle, potremmo avvertire della resistenza a mostrare apertamente la parte frontale di noi e nelle torsioni potremmo aver timore a voltarci verso l’ignoto, nelle posizioni di flessione in avanti, allo stesso modo, potremmo trovare difficoltà a distendere i muscoli della schiena che sono spesso irrigiditi e tesi per cause che possono essere fisiche quanto emotive.


All'interno del macro-gruppo degli asana di flessione in avanti rientrano alcune delle mie tanto amate (e odiate 😝) posizioni di apertura delle anche che sono una delle parti del corpo in cui accumuliamo la gran parte delle nostre preoccupazioni.


Nei muscoli e nei tessuti attorno alle anche, infatti, raccogliamo la paura, le insicurezze soprattutto a livello finanziario e i sensi di colpa che, non a caso, sono tutte tematiche relative ai chakra inferiori.

I Chakra interessati

Muladhara, il Chakra della radice, il centro energetico responsabile del nostro sentirci stabili, in equilibrio come persone e al sicuro economicamente, da cui dipende il nostro senso di sopravvivenza e sicurezza economica.

Il senso di paura, la confusione, gli stati d’ansia, la scarsa disciplina e la tendenza a ritrovarsi in difficoltà economiche sono tutti aspetti legati ad un primo chakra non in equilibrio ed è proprio sulle tensioni derivanti da queste problematiche che lavoriamo con gli asana di flessione in avanti.


Svadhisthana, o Secondo Chakra, implicato in particolare in tutte le posizioni di apertura delle anche, è il centro legato alla nostra intelligenza emotiva, al rapporto che abbiamo con il piacere. Il centro energetico che governa la nostra sessualità, sensualità, la sede della nostra identità emotiva.

Sono concetti legati ad un 2° chakra in squilibrio invece il senso di colpa, la rigidità fisica ed emotiva, la scarsa capacità di socializzare in maniera sana con gli altri, la mancanza di desiderio e l’eccessiva emotività, tutte problematiche che vanno accumulandosi sotto forma di tensione all’interno dei muscoli e dei tessuti attorno al bacino, appunto sede di Svadhisthana.


Manipura, il Chakra del plesso solare (3° Chakra), interpellato in posizioni come Krounchasana e Janu Sirsasana è il centro energetico responsabile dell’azione, della nostra intenzionalità, della spontaneità e della forza di volontà.

Sono segnali di uno sbilanciamento in eccesso di Manipura Chakra (determinato a sua volta da un eccesso dell'elemento fuoco per esprimerci in termini ayurvedici) il diventare troppo aggressivi e dominanti.


NOTA: Con la pratica di oggi lavoreremo per ridurre e riportare in equilibrio l'eccesso di queste componenti, invece di alimentarle come faremmo in una pratica per aumentare autostima e forza di volontà.


Facciamo uso di queste posizioni

Nei momenti in cui sentiamo il bisogno di calmarci a livello fisico e nervoso, di abbassare i toni, di ritrovare un po’ di radicamento. Come ho accennato prima sono perfette nei momenti d’ansia, ma anche in caso di stanchezza cronica, insonnia, rabbia, rigidità muscolare ed emotiva ed affaticamento della zona lombare.


Al contrario limitiamo questi asana

A livello fisico: se siamo affetti da ernie discali, ipotensione e/o se soffriamo di gravi problemi alla schiena, alle anche (in questo caso sono specialmente controindicate posizioni come Adho Mukha Virasana - l’eroe a faccia in giù, Brahmasana e Gomukhasana - la posizione della mucca) e alle ginocchia (in tal caso diremo NO ad asana come Baddha Konasana - il ciabattino, di nuovo a Gomukhasana, Brahmasana e Janu Sirsasana in tutte le sue varianti).


A livello psico-emotivo: se soffriamo di depressione, ci sentiamo apatici, letargici o nei momenti di tristezza. In questi casi è certamente più indicata una pratica di questo tipo sulle aperture del cuore e delle spalle.


Consigli per la pratica


💫 Quando eseguiamo questi asana la grande tentazione sarà quella di provare a portarsi con la fronte il più possibile verso le gambe o verso il pavimento per cercare di andare più in profondità nella posizione. Così facendo però non faremo altro che chiudere il torace favorendo la cattiva abitudine di ripiegare le spalle verso l’interno del petto!


In questa posizione vogliamo invece sempre favorire l’allungamento della colonna vertebrale e scendere nella posizione gradualmente rispettando i tempi di cui necessita il nostro corpo.


DA PROVARE: la prossima volta che vi trovate in posizioni come Pascimottanasa – la pinza o Janu Sirsasana provate a carcare di portare l’addome a distendersi sui quadricipiti, anziché portare la fronte verso le ginocchia.


Provate a scendere verso le gambe afferrando le tibie, o le caviglie, o gli alluci, anche con l’aiuto di una cintura, spingendo indietro i gomiti verso di voi, per mantenere la schiena dritta ed il torace aperto!

💫 È interessante provare ad affrontare l’esercizio descritto sopra in maniera dinamica prima di dedicarsi alla fase statica. Quindi allungare la colonna vertebrale, spingendo i gomiti indietro verso i lati della cassa toracica, inspirando ed a ogni espirazione invece, provare a scendere leggermente più in profondità nella posizione con la colonna ben dritta.


Ripetere per qualche ciclo di respirazioni e poi trovare la fase statica della posizione.


💫 A meno che non stiamo praticando Yin Yoga con una marea di Props (ovvero: cuscini e cuscinoni, coperte e blocchi 🤤) a nostra disposizione per poterci abbandonare alla posizione in completa sicurezza, quando siamo all’interno di questi asana manteniamo i quadricipiti (delle gambe distese) ben attivi, in modo da mantenere l’attivazione muscolare dei muscoli posteriori delle gambe e proteggerli da un eccessivo allungamento che potrebbe portare a inutili e dolorosi stiramenti muscolari.


DA PROVARE: In caso doveste avvertire un'eccessiva tensione dietro alle ginocchia (delle gambe distese) in posizioni come Upavista Konasana, Pascimottanasana, Janu Sirsasana, provate a flettere leggermente le gambe portando magari una copertina arrotolata sotto l'incavo delle ginocchio.

In questo modo proteggeremo i legamenti ed i tendini in questa zona e eviteremo di iper-estendere le articolazioni delle ginocchia.

Nella pratica poniamo sempre al primo posto l’ascolto ed il rispetto del nostro corpo. Prima dell'estetica, prima dell'osservazione maniacale degli allineamenti o di qualsiasi altra componente.

Non mi stancherò mai di ripetervelo, Yogis! 😎


E adesso, tappetino a noi, è ora di rilassarci, di calmare i nervi e riportarci in equilibrio con una pratica radicante e rinfrescante.


Perfetta per le calde serate estive e quelle ventose d'autunno, per sciogliere la tensione accumulata nei muscoli di schiena e bacino ed arrivare ad arrenderci completamente al rilassamento finale in Shavasana!


Enjoy!


Aspetto le vostre impressioni a fine pratica nei commenti sotto al video! Fatemi sapere come vi sentite e quanto vi ha aiutato a scaricare le tensioni della giornata!


Namastè

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Bristol (UK)

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